Frattura del Polso
Le fratture di polso sono tra le lesioni traumatiche più frequenti e possono interessare diverse strutture dell’articolazione, in particolare il radio distale, l’ulna e le ossa del carpo. Dopo un trauma al polso è sempre importante rivolgersi a uno specialista: non è sempre semplice distinguere tra una contusione o una lesione dei tessuti molli e una frattura o un danno legamentoso che richiedono un trattamento specifico.
Una diagnosi precoce è fondamentale per ripristinare correttamente la funzione del polso e prevenire rigidità, instabilità o complicanze a lungo termine. La valutazione si basa su un esame clinico mirato, radiografie dedicate e, nei casi più complessi, su esami di approfondimento come TAC o risonanza magnetica. Lesioni non riconosciute o non adeguatamente trattate possono infatti determinare problemi funzionali persistenti nel tempo.
Cos’è una frattura del polso?
Una frattura di polso si verifica quando uno o più ossa della regione del polso si rompono in seguito a un trauma diretto o indiretto, spesso conseguente a una caduta sulla mano aperta o a un incidente. La frattura del radio distale è la più frequente, seguita da lesioni dell’ulna o delle ossa carpali, come lo scafoide; tra le forme più comuni rientra la frattura di Pouteau-Colles, che interessa l’estremità distale del radio ed è tipicamente causata da una caduta sul palmo della mano. I sintomi principali includono dolore intenso immediato, gonfiore, deformità visibile del polso, limitazione o impossibilità di movimento ed ecchimosi nella zona traumatizzata. In presenza di lesioni associate a nervi o tendini possono comparire anche intorpidimento, formicolio o riduzione della forza di prensione della mano.
Una frattura del polso necessita di un intervento chirurgico?
Non tutte le fratture di polso richiedono un trattamento chirurgico. Le fratture composte e stabili, senza spostamento dei frammenti e senza coinvolgimento significativo dell’articolazione, possono essere trattate in modo conservativo con immobilizzazione tramite gesso o tutore per alcune settimane.
Tuttavia, nelle fratture scomposte, instabili o articolari, l’intervento chirurgico è spesso indicato per ripristinare in modo preciso l’anatomia del polso e garantire una stabilità adeguata. La stabilizzazione interna con placche e viti di ultima generazione consente, nella maggior parte dei casi, una mobilizzazione più precoce rispetto al trattamento conservativo e può favorire un ritorno più rapido alla funzione della mano e del polso.
L’obiettivo della chirurgia non è solo “saldare” l’osso, ma ricostruire correttamente l’articolazione per ridurre il rischio di rigidità, perdita di forza o artrosi post-traumatica nel tempo.
Nei pazienti attivi o con esigenze lavorative specifiche, la chirurgia può rappresentare la soluzione più efficace per accelerare il recupero funzionale.
Quanto tempo ci vuole per recuperare?
I tempi di recupero dipendono dal tipo di frattura, dalla sua complessità e dal trattamento eseguito. Le fratture semplici e stabili possono consolidare in circa 4–6 settimane, mentre le fratture articolari o pluriframmentarie richiedono tempi più lunghi e un percorso riabilitativo più strutturato.
La guarigione ossea avviene generalmente nei primi 2–3 mesi, periodo in cui l’osso riacquista progressivamente solidità. Tuttavia, il recupero completo della funzione – mobilità, forza e coordinazione – può richiedere più tempo e dipende in modo significativo dalla fisioterapia.
Nei casi in cui è indicato l’intervento chirurgico, la stabilizzazione interna consente spesso una mobilizzazione più precoce rispetto al trattamento conservativo. Questo può favorire un recupero funzionale più rapido, riducendo il rischio di rigidità articolare e facilitando il ritorno alle attività quotidiane e lavorative.
L’obiettivo non è solo la consolidazione dell’osso, ma il ritorno sicuro e completo alla funzione della mano e del polso.
Ho bisogno di fisioterapia?
Sì, la fisioterapia è fondamentale dopo una frattura del polso. Essa svolge un ruolo cruciale nel ripristinare la mobilità e la forza dopo un infortunio.
Quando si verifica una frattura del polso, è comune che l’articolazione diventi rigida. La fisioterapia interviene proprio in questo momento, offrendo esercizi mirati e tecniche di mobilizzazione per migliorare la flessibilità.
Inoltre, la fisioterapia aiuta a rafforzare i muscoli circostanti, che possono indebolirsi durante il recupero. Attraverso un programma di riabilitazione personalizzato, il fisioterapista può guidare il paziente nel recupero della funzionalità ottimale del polso, prevenendo così future lesioni.
La fisioterapia non solo accelera il processo di guarigione, ma offre anche strumenti e strategie per gestire il dolore e migliorare la qualità della vita durante la fase di recupero. In questo modo, le persone che hanno subito una frattura del polso possono tornare alle loro attività quotidiane in modo più sicuro e efficace.













