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Frattura del Femore

Il femore è l’osso più lungo e resistente del corpo umano, che collega l’anca al ginocchio e sostiene gran parte del peso corporeo. Una frattura del femore si verifica quando questo osso si rompe a causa di traumi importanti come cadute, incidenti o impatti durante attività sportive. La rottura può interessare diverse zone del femore, compromettendo la mobilità e causando dolore intenso. La frattura richiede una diagnosi accurata e una gestione tempestiva per evitare complicazioni e favorire la corretta guarigione.

Cos’è una frattura al femore?

Una frattura del femore si verifica quando questo osso si rompe a causa di un trauma diretto, come una caduta dall’alto, un incidente stradale o un impatto violento durante attività sportive. Le fratture del femore possono coinvolgere diverse parti dell’osso, tra cui il collo femorale, la diafisi (parte centrale) o il distale (vicino al ginocchio).

I sintomi principali includono:

  • Dolore intenso e immediato nella zona interessata

  • Incapacità di caricare il peso sull’arto coinvolto

  • Gonfiore, deformità o allungamento apparente della gamba

  • Possibile perdita di funzionalità e movimento

Una frattura al femore necessita di un intervento chirurgico?

La maggior parte delle fratture del femore richiede un intervento chirurgico per assicurare un corretto allineamento e stabilità dell’osso, favorendo così una migliore guarigione e il recupero della funzionalità. In alcuni casi selezionati, come fratture poco scomposte in pazienti con ridotte esigenze funzionali, può essere considerato un trattamento conservativo.

Fattori che influenzano la decisione chirurgica includono:

  • Tipo e localizzazione della frattura

  • Stabilità e spostamento dei frammenti ossei

  • Età e condizioni generali del paziente

  • Livello di attività e aspettative di recupero

Il trattamento chirurgico prevede spesso l’uso di viti, chiodi endomidollari, placche o, nei casi più gravi, protesi articolari.

In generale:

Generalmente, dopo la frattura del femore, il paziente viene sottoposto a intervento chirurgico seguito da un periodo di immobilizzazione e riabilitazione. Nei casi meno complessi o in pazienti particolari, si può iniziare con un trattamento conservativo, ma la chirurgia è la scelta più comune per garantire la corretta guarigione. Durante la fase post-operatoria, il paziente viene monitorato con controlli regolari per valutare l’andamento della guarigione e inizia un percorso di fisioterapia per recuperare forza, mobilità e autonomia.

Quanto tempo ci vuole per guarire da un femore rotto?

La guarigione ossea del femore richiede generalmente tra 12 e 16 settimane, a seconda della gravità della frattura e delle condizioni generali del paziente. Anche dopo la consolidazione ossea, può essere necessario un periodo prolungato di riabilitazione per recuperare pienamente la funzionalità e la forza muscolare.

Durante la guarigione:

  • È fondamentale evitare carichi eccessivi sull’arto interessato nelle prime settimane

  • La mobilizzazione precoce con assistenza è incoraggiata per prevenire complicanze

  • Il recupero completo può richiedere da 4 a 6 mesi o più, specialmente negli anziani o in presenza di comorbilità

Come si ripara una frattura del femore?

Il trattamento chirurgico prevede l’allineamento e la stabilizzazione dei frammenti ossei mediante tecniche diverse a seconda della zona interessata. Nella diafisi femorale, spesso si utilizza un chiodo endomidollare inserito all’interno del canale midollare, che consente un’ottima stabilità e permette la mobilizzazione precoce. Per le fratture del collo femorale, soprattutto negli anziani, può essere necessario sostituire l’articolazione con una protesi totale o parziale dell’anca. In caso di fratture distali, si utilizzano placche e viti per fissare i frammenti. L’obiettivo è mantenere stabile la frattura durante la guarigione ossea, permettendo un recupero funzionale il più rapido e completo possibile.

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