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Frattura della Caviglia

La frattura di caviglia è una delle lesioni più frequenti che interessa una o più componenti ossee dell’articolazione tibio-tarsica e spesso associata a lesioni ligamentose.

Fracture Clinic Milano offre un trattamento di ricostruzione tridimensionale della lesione attraverso un percorso di diagnosi e trattamento mirato al paziente.

Cos’è una frattura alla caviglia?

La frattura di caviglia consiste nella rottura di uno o più segmenti ossei che formano l’articolazione tra tibia, perone e astragalo.

Può verificarsi in seguito a:

  • Traumi sportivi (distorsioni violente, cambi di direzione improvvisi)
  • Cadute accidentali
  • Incidenti stradali
  • Traumi ad alta energia

Nei pazienti anziani o con osteoporosi può avvenire anche dopo un trauma apparentemente banale.

Le fratture possono essere:

  • Monomalleolari (un solo malleolo coinvolto)
  • Bimalleolari
  • Trimalleolari (coinvolgimento anche del malleolo posteriore)
  • Associate a lesioni legamentose e instabilità articolare

Una frattura alla caviglia necessita di un intervento chirurgico?

Il trattamento dipende da:

  • Stabilità della frattura
  • Dislocazione dei frammenti
  • Coinvolgimento articolare
  • Età e condizioni generali del paziente

Trattamento conservativo

È indicato nelle fratture composte e stabili.
Prevede immobilizzazione con gesso o tutore e controlli radiografici seriati. È però gravato da un lungo periodo di immobilizzazione dell’articolazione.

Trattamento chirurgico

Nelle fratture dislocate, instabili o bimalleolari/trimalleolari, è spesso necessario l’intervento chirurgico che deve essere disegnato sul paziente e sulla lesione specifica.

Posso camminare con una caviglia rotta?

Il trattamento conservativo (non chirurgico) prevede generalmente un periodo di immobilizzazione dell’articolazione, che può variare da alcune settimane fino a circa 6 settimane, a seconda della stabilità della frattura. Durante questa fase, il carico sull’arto è solitamente consentito solo con l’ausilio di un tutore o di uno stivaletto gessato e viene introdotto in modo progressivo.

Nel caso di trattamento chirurgico, la stabilizzazione interna della frattura consente, nella maggior parte dei casi, una mobilizzazione articolare più precoce. In situazioni selezionate e in presenza di adeguata stabilità, può essere autorizzato anche un carico anticipato e controllato, sempre sotto supervisione specialistica.

Quale trattamento chirurgico?

Il trattamento chirurgico viene pianificato in modo personalizzato sulla base del pattern di frattura, della stabilità articolare e delle condizioni dei tessuti molli. Nei casi selezionati adottiamo tecniche mini-invasive, con accessi mirati e stabilizzazione percutanea, per ridurre il trauma chirurgico e preservare la vascolarizzazione locale.

Nelle fratture complesse, pluriframmentarie o associate a lesioni della sindesmosi e dei legamenti mediali, è indispensabile una ricostruzione anatomica open osteo-legamentosa, con ripristino delle superfici articolari e della stabilità tibio-peroneale. La pianificazione preoperatoria, supportata da imaging avanzato, consente un approccio preciso anche nei quadri ad alta difficoltà tecnica.

I mezzi di sintesi utilizzati sono di ultima generazione come titanio amagnetico o acciaio chirurgico ad alta resistenza associati a sistemi anamotici dedicati.

L’obiettivo non è solo consolidare la frattura, ma ricostruire l’articolazione in modo biomeccanicamente corretto, favorendo mobilizzazione precoce, riduzione del rischio di artrosi post-traumatica e rapido ritorno alla funzione.

Quanto tempo ci vuole per guarire da una caviglia rotta?

I tempi di recupero dipendono dal tipo di frattura, dalla stabilità ottenuta con il trattamento e dalla qualità del percorso riabilitativo.

In molte fratture trattate chirurgicamente, quando la stabilizzazione è solida, è possibile iniziare un carico protetto con stampelle già nei primi giorni dopo l’intervento, utilizzando un tutore dedicato. Questo consente di mantenere attiva l’articolazione e ridurre il rischio di rigidità.

La guarigione ossea inizia nelle prime settimane e si consolida progressivamente nei primi 2–3 mesi, periodo in cui l’osso riacquista stabilità strutturale.

Nei casi semplici e con buona risposta riabilitativa, il ritorno alle normali attività quotidiane può avvenire già dopo il primo mese, mentre il recupero completo per attività sportive o lavori fisicamente impegnativi può richiedere più tempo.

La fisioterapia personalizzata è fondamentale: mobilizzazione precoce, recupero della forza e lavoro propriocettivo permettono un ritorno più rapido e sicuro alla funzione.

Durante tutto il percorso il paziente viene seguito con controlli clinici e radiografici programmati: l’obiettivo è favorire una mobilizzazione il più precoce possibile e un carico progressivo controllato, nel rispetto dei tempi biologici di guarigione.

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